Teatro G.L. Bernini, Ariccia
sab 3 marzo ore 21
dom 4 marzo ore 18
UN COTTAGE TUTTO PER SE’
di e con NATALIA MAGNI

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TEATRO G.L. BERNINI – Piazza San Nicola, Ariccia
SABATO 3 MARZO 2018 ore 21
DOMENICA 4 MARZO 2018 ore 18

UN COTTAGE TUTTO PER SE’
di e con NATALIA MAGNI
Regia di SONIA BARBADORO
Spettacolo finalista del Premio Laura Casadonte 2016

ingresso: € 12 – ridotto € 10
è suggerita la prenotazione

INFO E PRENOTAZIONI: preno@arteideaeventieservizi.it
tel: 345 9615409 – 345 3826260

Una madre ossessiva, un’amica preoccupata, un sogno da realizzare. Sono gli elementi che trainano la vita di Orsetta: una quasi quarantenne in cerca di stabilità, attraverso incontri mancati, regali inaspettati e nuove partenze. Una commedia leggera, di piccoli inciampi e grandi passaggi, alla ricerca del solo luogo dove sentirsi veramente a casa.

Dicono del Cottage:

“Si ride di gusto e ci si ritrova, ahimè, in tante veniali ossessioni, in piccole frottole che ci raccontiamo finché ci si crede, per consolarci e godercela, malgrado tutto, mentre nessuno ci guarda.”
(Alessandra Bernocco – dramma.it)

“Se avete occasione, andate a guardare Orsetta e il suo cottage. Ne rimarrete conquistati. È adatta sia per un pubblico femminile perché di Orsette in Italia ce ne stanno un bel po’, sia per un pubblico maschile, per via del fatto che è difficile per un uomo trovarsi una sintesi eccellente del sesso femminile dentro un’opera teatrale che dura circa un’oretta del suo tempo (e il tempo, si sa, è molto prezioso per un uomo).” (Aurélien Facente – Appunti di uno scrittore che fa il fotografo)

“Si arriva alla fine dello spettacolo incerti se con ironia, dolcezza o malinconia, ma con una sola certezza: la bravura dell’attrice e la simpatia del personaggio, per un viaggio nei sentimenti e nell’essere donna oggi (…) che non stanca.” (Valentina Arichetta – LameziaTerme.it)

“Questa commedia sa far riflettere gli spettatori con un sorriso di condivisione e partecipazione che fa sentire tutti meno soli … e più normali. Perché in fondo Orsetta è proprio come noi” (Luisa Guarino – Il Territorio)

“Uno spettacolo che mantiene più di quanto promette (…)” (Alessandra Bernocco – dramma.it)

“La forma drammaturgica di questo monologo è circolare: parte dall’Asl in cui fa terapia con un “invisibile” psicologo costretta dall’amica ansiosa, e lì ritorna che di diverso ha solo il cottage. Perché se è vero che non sempre possiamo cambiare le situazioni che viviamo, è altrettanto certo che possiamo scegliere come reagire: «Dottore, ho 40 anni suonati. Non ho un marito, non ho figli e faccio un lavoro inutile. Oppure sono nel pieno della mia splendida maturità, sono libera e indipendente e riesco a sopravvivere con la mia creatività», in una versione chapliniana della vita che dichiarava: «Credo nel potere del riso e delle lacrime come antidoto all’odio e al terrore». ” (Miriam Guinea – Corriere della Calabria)

“Quello che più di tutto conquista, in questo lavoro, è la generosità divertita nel prendersi in giro, la capacità di stare al gioco senza ritrarsi. (…) Con quegli occhialetti, quel fiore in testa, quella borsina di plastica rosa shocking e una bella dose di gomma piuma a rinforzare i fianchi e le cosce.” (Alessandra Bernocco – dramma.it)

“Interpretato con estremo umorismo, gioco-forza di un grande talento attoriale, questo spettacolo non cade mai nell’autocommiserazione dell’essere; non vive di disperazione o di vittimismi, anzi, affronta tutte le sconfitte con la carta vincente dell’autoironia e di una “goffaggine” catartica, anche se la vita da “gattara” è lì proprio dietro l’angolo.
Natalia Magni strappa molte risate e rilassa gli animi; arriva al vissuto di tanti perché, almeno una volta nella vita la frase: «Basta! Mi rifiuto di compiangermi per un altro amore finito male», molta gente l’ha pronunciata. ” (Miriam Guinea – Corriere della Calabria)

“Una commedia che non è una commedia, ma una vera e propria favola contemporanea dove il messaggio non è solo non arrendersi e rialzarsi, ma a volte anche fermarsi e guardare da più vicino quello che a volte non si vuole guardare da vicino.” (Aurélien Facente – Appunti di uno scrittore che fa il fotografo)

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